Goloso e Curioso
 MASI E LEGGENDE

MASI E LEGGENDE

La vacanza in un maso Gallo Rosso presenta senza dubbio tanti vantaggi, sia per chi la trascorre con i propri bambini, sia per le coppie, sia per gruppi di amici. Avvicinarsi allo stile di vita contadino altoatesino significa scoprire un mondo che, soprattutto a chi vive in città, è ormai sconosciuto. Apprezzare i frutti che la natura restituisce dopo tanto lavoro, essere coscienti del valore delle cose e rispettosi di ciò che ci circonda, ristabilire i ritmi del proprio tempo, oltre ad assaporare il gusto genuino della frutta e della verdura e ad acquisire dimestichezza con gli animali della fattoria sono tutti aspetti che valorizzano il beneficio della vacanza. Le giornate sono piene di avventure, le colazioni, preparate amorevolmente dalle contadine con i prodotti freschi del maso, danno una grande energia e carica per affrontare passeggiate a piedi, escursioni in bicicletta, bagni nei laghi e nei fiumi, gite a cavallo e molto altro. Un altro aspetto positivo di una vacanza con Gallo Rosso è entrare in contatto con le storie e le leggende che appartengono al passato dei masi e del territorio, un patrimonio dal grande fascino che resta vivo attraverso i racconti orali che di generazione in generazione si tramandano. Sono storie antiche, ricche di contaminazioni, che spesso si ripetono con alcuni particolari o dettagli variati. Josef Theiner, ad esempio, ha raccontato a suo figlio, che a sua volta lo racconterà al proprio figlio, che all’origine della costruzione della cappella del maso Lechtlhof, protetta dalle Belle Arti, c’è una storia che mescola momenti di vita contadini ad antiche credenze. Si racconta infatti che una puerpera, trasgredendo alle usanze comuni secondo cui una donna doveva rimanere in casa per i primi 40 giorni successivi al parto, uscì a chiamare il marito per il pranzo, fermandosi sotto un maestoso albero di timo. Un toro infuriato in un campo vicino si diresse verso la donna, senza controllo, ma ad un certo punto si fermò e le disse: “Se non ti trovassi sotto il timo, ti avrei già preso!”. Piena di gratitudine la contadina fece erigere la cappella proprio dove sorgeva il timo. Nei pressi del maso Wieserhof a San Genesio si narra che un tempo esistesse un maso di nome Schwarz, situato in una bellissima posizione, circondato da grandi terreni. In questo maso viveva una coppia con un bambino, il quale però perse prima il padre e poco tempo dopo anche la madre, rimanendo orfano a nove anni. Da quel momento fu costretto a lavorare a servizio del tutore, nel suo stesso maso, faticando come l’ultimo dei servi. Quando però divenne maggiorenne a ventun’anni, il ragazzo rivendicò il suo maso e poiché il tutore glielo rifiutò, si arrabbiò così tanto che prese un bastone, scavò un buco nel terreno davanti al maso e disse: “In questo posto dovrà franare il terreno e trascinare con sé tutto il maso Schwarz con il suo bestiame. E la frana non dovrà fermarsi prima di essere arrivata al maso Wieser e di averlo trascinato con sé fino alla metà del focolare”. E così accadde: quella notte si scatenò un fortissimo temporale e una frana trascinò con sé tutto il maso Schwarz. Quella frana di anno in anno continua ad avanzare. Burg Wolfsthurn ad Andriano è un castello che risale al XIII secolo e, come ogni castello che si rispetti, ha una storia legata ad una leggenda di fantasmi. Si dice infatti che anticamente il castello avesse un aspetto particolarmente inquietante e che al suo interno dimorasse un fantasma decisamente dispettoso, che si divertiva a spaventare le persone facendo rumori nella notte o rovesciando le culle dei bambini. Sembra sia stato avvistato solo una volta nel cortile del castello con le sembianze di un maiale infuocato. Lo scomodo inquilino pare abbia trovato riposo solo dopo che fu fatto benedire il castello e che furono dette delle messe in favore delle persone morte. Da allora non si è più fatto vedere né sentire. Il magico Hexenbödele, il luogo delle streghe, è poco distante dal maso Gallo Rosso Haidgerberhof sul Renon. Si tratta di una piccola radura nel bosco, al cui centro si erge un larice molto grande con una fitta proliferazione di rami e sterpaglie, che formano una vistosa “scopa della strega”, dove, secondo le credenze, le streghe dei paraggi si ritrovavano per le loro danze magiche. Era ovviamente un luogo temuto da tutti e per questo motivo si evitava di passarci, soprattutto di notte. Un giovane e coraggioso servitore però scommise con altri servi che sarebbe andato a vedere le streghe ballare, e così fece, ma quando le streghe si accorsero di lui, lo fecero turbinare in aria per poi scaraventarlo al suolo, dove da allora non cresce più erba. Raccontare le storie e le leggende dei luoghi è un modo per avvicinare gli ospiti all’affascinante mondo contadino e per conservare una tradizione che vanta secoli di storia, un patrimonio da custodire gelosamente. Questo è un altro degli obiettivi di Gallo Rosso, insieme a quello di trasmettere a chi trascorre una vacanza in un maso una grande e cordiale accoglienza, in modo che si arrivi come ospiti e si parta come amici. Scegliere il maso che più si addice alla propria idea di vacanza è possibile sul sito www.gallorosso.it, oppure dal catalogo “Agriturismo – le vacanze diverse 2017”, richiedendolo gratuitamente al numero 0471/999308 o via email a info@gallorosso.it


Claudio Zeni

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Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’,  il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso  'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano). 

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