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FROSE' DOGAJOLO È ROSA INTENSO E APPASSIONA GLI CHEF!

FROSE' DOGAJOLO È ROSA INTENSO E APPASSIONA GLI CHEF!

Il rosa e tutte le sue sfumature, impazza, trasversale a più generazioni, anche se è di Millennial Pink che si parla. E' amato da tutti e dilaga su instagram, quel qualcosa in più che fa scalare la classifica dei like. Libero, rilassante, regala gioia, una nuance globale che ben si confà ad un cocktail. Tanto più se a base vino e in un momento in cui tra i vini il rosé sembra avere sempre più appeal. Vino e cocktail non sono poi così lontani, anzi, alcuni celebri cocktail ne prevedono l'uso da sempre, vini bianchi per lo più e bollicine; la "new entry" del rosato, che intriga sempre di più i Millennials, segna quindi forse anche una nuova tendenza che aggiunge gusto oltre che colore. "Fuori dall'Italia il rosé viene visto come l'alternativa della stagione calda per potersi godere un vino un po' più strutturato del bianco e ben freddo", ci ricorda Massimo D'Addezio, uno dei più noti barman sulla scena italiana, e non solo. E da Roma, da uno dei locali più solidi e di grande classe in cucina, il MOMA, di Gastone e Franco Pierini, a due passi da via Veneto, arriva un "omaggio" mixato alla Toscana e in particolare ad uno dei produttori più iconici, strizzando l'occhio però alle tradizioni romane e laziali in particolare regione dove peraltro il produttore vive. Si tratta di Antonio Zaccheo, che 50 anni fa col socio e amico Giancarlo Sacchet scelse la Toscana, e in particolare il Chianti Classico, per la prima Tenuta dando vita alla Carpineto, azienda che oggi ha 5 Tenute ed è considerata un'icona della Toscana nel mondo, e che produce proprio il Dogajolo Rosato oltre a grandi rossi e Riserve. Successi internazionali con i vini, tanto che il suo Nobile di Montepulciano Riserva è da anni nella TOP 100 al mondo di Wine Spectator, ma successo anche con un cocktail, il Frosé Dogajolo che Eataly New York ha in carta con incredibile successo. Il Dogajolo Rosato è un vino dalle caratteristiche floreali, in particolare rosa, mirto e fiore di vite, a cui non mancano i profumi fruttati come la mela, il ribes e la marasca. Sentori delicati ed eleganti. Giovane, dall'acidità spiccata, ma anche ampio e deciso, è un buon interprete del territorio, nuova tendenza della mixology più sofisticata quando fa uso dei vini. Come è nato PEACH Frosé   Dogajolo domandiamo al barman Giuseppe Gravante: "sul filo della memoria.....ho recuperato una vecchia tradizione romano/laziale, cioè quella di abbinare a fine pasto le pesche bianche  con il vino ghiacciato. Ho pensato di avvicinare degli elementi naturali alla freschezza del Dogajolo rosé, esaltarne il bouquet con l'aggiunta delle pesche bianche e della menta romana, prodotti storicamente appartenenti al Lazio. Il lime invece conferisce al cocktail quella certa tonalità esotica. Il risultato è un cocktail  fresco, estivo e molto naturale".  La ricetta? "2/3 Dogajolo Rosato Carpineto, 1/3 St Germain, Pesche bianche di Poggio Catino, Menta e  Lime ". E cosa abbinano gli chef Roberto Catervi e Andrea Pasqualucci, fino a qualche mese fa alla Madonnina del Pescatore: " una tartare di pescato su gelatina di Dogajolo rosato, melone, aria di mandorle e Balsamico affinato 10 anni."

Claudio Zeni

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Frose' dogajolo È rosa intenso e appassiona gli chef!

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Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’,  il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso  'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano). 

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