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Agripecuaria-Spada, parla italiano il miglior caffè del Brasile

Agripecuaria-Spada, parla italiano il miglior caffè del Brasile


 

Un’azienda italiana è vincitrice in Brasile del 26º Premio Ernesto Illy per il caffè espresso di qualità e rappresenterà la nazione sudamericana al 2º Ernesto Illy International Coffee Award, al quale parteciperanno 27 rappresentanti dei migliori produttori di chicchi di alta qualità Arabica, provenienti da 9 Paesi: si tratta della CBI Agropecuaria della famiglia bresciana Spada, che entra così nell´olimpo dei migliori produttori di caffè Arabica del mondo.

E’ la prima volta che un gruppo italiano vince il Premio Ernesto Illy, l’iniziativa più importante dedicata al riconoscimento della qualità del caffè di produzione brasiliana. Con CBI Agropecuaria, sono state premiate anche altre due aziende brasiliane, Juliana Armelin e Rafael Marques de Araújo.

Questo premio giunge dopo un altro importante riconoscimento per la qualità del caffé italo-brasiliano: partecipando al concorso del Governo dello stato di Minas Gerais, la CBI Agropecuaria ha infatti recentemente vinto il primo Premio come migliore caffè della regione.

Azienda italo-brasiliana creata nel 1971 dall’Ambasciatore Antonio Benedetto Spada, fondatore della Compagnia Bresciana Investimenti, la CBI Agropecuaria acquisì nello stato del Minas Gerais la Fazenda Tecadche fa capo a una proprietà di 6.200 ettari, oggi piantumati a foreste di eucalipto (il maggior patrimonio forestale privato della regione) e piantagioni di caffè. Credendo fermamente nelle potenzialità di crescita del Brasile, la famiglia Spada ha sempre più potenziato la sua presenza e la gestione diretta dell’azienda. Negli ultimi anni sono i nipoti Tancredi e Ruggero Pisa Simonini Spada che da Brescia si trasferiscono in Brasile per prendere le redini della società e iniziare una serie di migliorie e investimenti, che hanno portato oggi la CBI Agropecuaria ad essere riconosciuta come impresa produttrice di caffè di altissima qualità.

E’ dall’arrivo della terza generazione Spada che la coltivazione di caffè ha assunto sempre maggiore importanza nell’economia dell’azienda. La Fazenda Tecad coltiva 150 ettari di caffè totalmente irrigato a goccia, di qualità 100% Arabica, con una produzione annua in media di 4.500-6.000 sacchi venduti alle maggiori multinazionali di caffè del mondo, che esportano a loro volta negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2016,  55 ettari dell’azienda sono stati piantumati con nuove varietà di Arabica, altri 60 lo saranno nel 2017. In progetto anche un ulteriore lago artificiale di 24 ettari, che consentirà l´ampliamento delle coltivazioni di caffè a 500 ettari nei prossimi 8 anni.

Il caffè e le piantagioni sono anche certificati RAS “Rainforest Alliance”, importante certificazione socio-ambientale di livello internazionale, che garantisce un impatto eco-sostenibile della proprietà e delle colture sull’ambiente. La CBI Agropecuaria si è sempre distinta anche per il sostegno allo sviluppo dei municipi e delle comunità che la circondano; la ricerca di manodopera locale è un punto cruciale per l´impresa, che intende fermamente avere un ruolo di rilievo nel progresso e nello sviluppo della  regione del Brasile in cui è situata.

Una conquista importante per i fratelli Spada è stato anche l’ingresso nella Brazilian Specialty Coffee Association (BSCA), la piú prestigiosa associazione nazionale di produttori di caffè speciali.

Informazioniwww.grupocbibrasil.com.br

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RENATO MALAMAN
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RENATO MALAMAN

RENATO MALAMAN

Cura il blog "Salsa & Merende" nel quotidiano "Il Mattino di Padova" di cui è stato redattore fino al 31 dicembre 2016. Del quotidiano, con cui ha iniziato a collaborare nel 1978, è stato titolare dal 2001 della rubrica di enogastronomia "Gusto", ora confluita nel blog personale (su www.mattinopadova.it) dedicato all'attualità del Food and Wine veneto e non solo.
Coautore di  numerose pubblicazioni nel settore enogastronomico e collaboratore di varie riviste, dal 2004 è ispettore della guida "Ristoranti d'Italia" de L'Espresso. Ha curato la guida "Padova nel piatto" e attualmente dirige la collana "Italia nel piatto" dell'editore Il Poligrafo.
Tra i riconoscimenti ottenuti spicca l'assegnazione di due premi "Penna d'Oca" (edizioni 2005 e 2011), premio biennale promosso da Unioncamere del Veneto. Per quanto riguarda il turismo ha visitato finora 111 paesi del mondo. Fa parte del Gist, associazione della stampa turistica di cui ha ricoperto la carica di delegato regionale e consigliere nazionale. Ha al suo attivo anche una spedizione umanitaria via terra in Guinea Bissau.

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